Storia del mercato immobiliare altoatesino: dalla terra dei contadini al suolo più caro d'Italia
Di Tino Ramoser, Agente immobiliare · 6 settembre 2026 · 20 min di lettura · Approfondimento
Perché a Selva di Val Gardena si chiedono prezzi di punta pari a più del triplo della media cittadina di Bolzano, perché qui esiste il libro fondiario e cosa c'entra una zona industriale degli anni Trenta con gli affitti di oggi? La lunga storia di un mercato immobiliare molto particolare.
L'Alto Adige ha uno dei mercati immobiliari più cari d'Italia – e di gran lunga il più particolare. Chi compra qui per la prima volta incontra termini che nel resto del Paese non esistono: convenzionamento, maso chiuso, canone provinciale, CasaClima. E un libro fondiario più antico dell'appartenenza dell'Alto Adige all'Italia. Nulla di tutto questo è casuale. Tutto ha una storia alle spalle.
Questa guida racconta quella storia: dall'Alto Adige contadino dell'Ottocento all'industrializzazione fascista, dall'autonomia ai prezzi, agli affitti e alle regole di oggi. Spiega perché nelle posizioni di punta della Val Gardena si chiedono fino a 16.500 euro al metro quadro, circa sei volte i valori usuali a Vipiteno, Chiusa o Silandro a partire da circa 2.700 euro, perché la Provincia finanzia da decenni la casa e nonostante questo mancano alloggi – e perché due fonti serie possono indicare prezzi completamente diversi per la stessa città. Ogni dato riporta anno di riferimento e fonte. Dove le fonti divergono, dove un valore è soltanto una stima e dove rinunciamo volutamente a indicare una cifra, lo diciamo esplicitamente.
Le tappe del mercato immobiliare altoatesino
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1897
Nasce il libro fondiario
La legge austriaca del 17 marzo 1897 sull'impianto del libro fondiario dota il Tirolo di un registro pubblico in cui la proprietà non viene solo documentata: nasce con l'iscrizione. L'Alto Adige mantiene questo sistema fino a oggi.
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1926 / 1954
Il maso chiuso diventa legge scritta
L'ordinamento provinciale tirolese del 1926 codifica il diritto secolare dei masi. Abolito dallo Stato fascista nel 1929, torna nel 1954 con la legge provinciale n. 1 – oggi vale la legge provinciale 17/2001.
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1934
Nasce l'istituto per l'edilizia popolare
Fondato come istituto per le case popolari, costruisce alloggi per gli operai della nuova industria. Da esso nascerà l'attuale IPES, il maggiore locatore della provincia.
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1935
La zona industriale di Bolzano
Circa tre milioni di metri quadri di terreno agricolo a sud-ovest di Bolzano vengono espropriati e destinati a zona industriale. Dal 1937 partono i primi stabilimenti: la conca di Bolzano diventa città industriale in pochi anni.
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1948
Il primo Statuto di autonomia
L'Alto Adige ottiene le prime competenze proprie, tra cui il paesaggio. La maggior parte dei poteri resta però alla Regione Trentino-Alto Adige; l'edilizia abitativa agevolata passa alla Provincia solo con il secondo Statuto di autonomia del 1972.
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1972
Il secondo Statuto di autonomia
Con il decreto del Presidente della Repubblica n. 670/1972 urbanistica, tutela del paesaggio ed edilizia agevolata passano alla Provincia. Le norme di attuazione arrivano entro il 1992: da allora l'Alto Adige decide da sé la propria politica del suolo.
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1997
Legge urbanistica e convenzionamento
La legge provinciale 13/1997 rende il convenzionamento il cuore della politica abitativa: le nuove abitazioni nelle zone di espansione sono riservate ai residenti.
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2002
CasaClima
L'Alto Adige è la prima provincia italiana a introdurre una propria certificazione energetica degli edifici. Dal 2005 le nuove costruzioni devono raggiungere almeno la classe C, dal 2011 la classe B: l'efficienza diventa un fattore di prezzo.
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2013
Parte il risparmio casa provinciale
Chi è iscritto a un fondo pensione complementare ottiene l'accesso a un mutuo casa agevolato della Provincia. Il tasso fisso è inizialmente dell'uno per cento; solo l'8 luglio 2025 la Giunta provinciale lo riduce allo 0,70 per cento per i nuovi mutui a partire dal 1° settembre 2025.
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2018 / 2020
Territorio e paesaggio
La legge provinciale 9/2018 sostituisce la legge urbanistica ed entra in vigore il 1° luglio 2020. Fissa i confini degli insediamenti, mette lo sviluppo interno prima delle nuove zone e inasprisce il vincolo delle abitazioni convenzionate.
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2020–2022
L'ondata di domanda
Dopo la pandemia domanda e prezzi crescono sensibilmente: nel 2022 si contano circa 6.017 unità abitative vendute, il valore più alto degli ultimi anni. La svolta sui tassi frena il mercato nel 2023.
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2025 / 2026
La riforma dell'abitare
Nel 2025 il Consiglio provinciale approva un pacchetto contro l'emergenza abitativa; Roma impugna alcune parti. Nel settembre 2025 Provincia e Stato trovano un'intesa su una versione attenuata delle regole sulle locazioni brevi. Da febbraio 2026 valgono nuovi contributi per la prima abitazione con vincolo permanente per i residenti.
Capitolo 1Dalla terra dei contadini alla zona industriale
Illustrazione: fino al Novecento la terra in Alto Adige era soprattutto un mezzo di produzione. I masi non si vendevano, si tramandavano.Fonte: Illustrazione realizzata con l'IA per AVESTRA Immobiliare
Fino alla Prima guerra mondiale l'Alto Adige apparteneva all'Austria-Ungheria e il mercato fondiario era quello tipico di un'economia agricola: piccolo, lento e familiare. Terra e suolo non erano un investimento, ma la base di sussistenza di una famiglia. Si vendeva di rado, si ereditava secondo regole precise – possibilmente in modo che il maso sopravvivesse intero. Chi oggi compra un immobile in un paese altoatesino tratta spesso con una famiglia che vive lì da sei generazioni. Questo atteggiamento spiega ancora oggi molti prezzi: chi non deve vendere, semplicemente non vende.
A questo si aggiunge la geografia, ed è implacabile. L'Alto Adige è terra di montagna: solo circa il sei per cento della superficie provinciale è considerato stabilmente insediabile e quasi la metà di quella quota è già costruita. Tutto ciò che oggi chiamiamo pressione sui prezzi nasce qui. In Alto Adige non si può semplicemente crescere in larghezza: la superficie non c'è.
La scarsità del suolo
- 6 % — della superficie provinciale è stabilmente insediabile (ordine di grandezza) (Analisi di mercato salto.bz, 2023)
- 2,8 % — della superficie provinciale è già edificata (ordine di grandezza) (Analisi di mercato salto.bz, 2023)
- 13.300 — masi chiusi contati dalla Ripartizione provinciale agricoltura (Provincia autonoma di Bolzano, base censimento agricolo 2010)
Dal periodo austriaco arriva la seconda particolarità: il libro fondiario. La legge del 17 marzo 1897 creò un registro pubblico in cui ogni bene immobile ha una propria partita e in cui la proprietà nasce con l'iscrizione, invece di essere solo documentata a posteriori. Dopo il 1919 l'Italia non estese alle nuove province il proprio sistema di trascrizione, ma proseguì il libro fondiario nel 1929 con una legge propria, ispirata al diritto austriaco. Per questo l'Alto Adige, il Trentino e parte del Friuli lavorano ancora oggi con uno strumento che il resto d'Italia non conosce.
Dopo l'annessione del 1919/1920 la politica cambiò radicalmente. Il fascismo voleva italianizzare la conca di Bolzano e il mezzo più rapido era l'industria. Nel 1935 circa tre milioni di metri quadri di superficie agricola a sud-ovest della città furono espropriati e destinati a zona industriale; dall'inizio del 1937 entrarono in funzione i primi stabilimenti – acciaio, alluminio, magnesio. Per il mercato fondiario fu una cesura: per la prima volta in Alto Adige i terreni cambiarono destinazione su larga scala e per la prima volta una città ebbe bisogno di alloggi per decine di migliaia di nuovi arrivati.
Illustrazione: la zona industriale istituita nel 1935 cambiò la conca di Bolzano più rapidamente dei secoli precedenti – insieme ai primi quartieri operai pianificati.Fonte: Illustrazione realizzata con l'IA per AVESTRA Immobiliare
Per le famiglie operaie nacquero le Semirurali: case semplici e semi-rurali con orto e stalla, pensate come mix tra abitazione e autosufficienza. Alcune centinaia di queste case caratterizzarono per decenni la periferia bolzanina, finché negli anni Ottanta furono quasi tutte demolite e sostituite da condomini. Parallelamente, nel 1934, nacque l'istituto per le case popolari, antenato diretto dell'attuale IPES. L'edilizia sociale in Alto Adige ha quindi quasi un secolo di storia.
Nello stesso periodo il diritto ereditario contadino finì sotto pressione. L'ordinamento provinciale tirolese del 1926 aveva per la prima volta tradotto il maso chiuso in diritto scritto moderno; nel 1929 lo Stato italiano lo abolì. Solo la legge provinciale n. 1 del 29 marzo 1954 lo ripristinò. Non è un dettaglio: mostra che in Alto Adige il diritto del suolo è sempre stato anche politica identitaria – e che molte delle regole speciali di oggi sono nate come strumenti di tutela.
Capitolo 2Autonomia: chi decide su terra e suolo
Il primo Statuto di autonomia del 1948 diede all'Alto Adige le prime competenze proprie, ma lasciò le leve principali alla Regione Trentino-Alto Adige. La svolta arrivò con il secondo Statuto e il decreto del Presidente della Repubblica n. 670/1972: urbanistica, tutela del paesaggio ed edilizia abitativa agevolata diventarono materia provinciale. Entro il 1992 furono attuate le norme di attuazione. Da allora in Alto Adige valgono un diritto edilizio proprio, un sistema di agevolazioni proprio e una politica del suolo propria – ed è esattamente per questo che il mercato immobiliare funziona diversamente rispetto a Trento, Belluno o Verona.
La Provincia usò intensamente questa libertà. La legge provinciale 13/1997 sull'urbanistica rese il convenzionamento lo strumento centrale: chi costruisce in una zona di espansione deve riservare le abitazioni a chi ha residenza e centro di lavoro in Alto Adige. Nel 2018 la legge provinciale 9/2018 «Territorio e paesaggio» ha sostituito la vecchia legge ed è in vigore dal 1° luglio 2020. Fissa confini agli insediamenti, mette lo sviluppo interno prima delle nuove zone e inasprisce il vincolo delle abitazioni convenzionate.
Illustrazione: con l'autonomia arrivò la grande edilizia agevolata. Nel 1972 la Provincia rilevò 4.391 alloggi – oggi l'IPES ne gestisce circa 13.000.Fonte: Illustrazione realizzata con l'IA per AVESTRA Immobiliare
Quando nel 1972 l'istituto per l'edilizia sociale passò alla Provincia, gestiva 4.391 alloggi. Oggi, secondo i dati dell'istituto stesso, sono circa 13.000 alloggi in 112 dei 116 comuni altoatesini. Quanti siano locati e quante persone ci vivano è stato quantificato l'ultima volta in un comunicato stampa provinciale del gennaio 2021: 12.500 alloggi locati e circa 29.300 inquiline e inquilini. L'IPES è così di gran lunga il maggiore locatore della provincia. La legge provinciale 5/2022 ha inoltre introdotto il canone sostenibile, più legato al reddito che al valore di mercato.
L'edilizia agevolata in cifre
- 4.391 — alloggi rilevati dalla Provincia nel 1972 (IPES)
- 13.000 — alloggi gestiti oggi dall'IPES (circa) (IPES, dati propri, consultati a settembre 2026)
- 29.300 — persone vivevano in un alloggio IPES (Comunicato stampa provinciale, gennaio 2021)
Le fonti divergono
A seconda della data di rilevazione e del criterio di conteggio le fonti indicano circa 13.000, 13.400, 13.440 o 13.468 alloggi gestiti e da 110 a 112 comuni con patrimonio IPES. L'ordine di grandezza è certo, il numero esatto varia. I dati su alloggi locati e numero di inquilini risalgono al gennaio 2021 e da allora non sono stati aggiornati ufficialmente.
Accanto all'edilizia in locazione c'è il sostegno alla proprietà. Dal 2013 esiste il risparmio casa provinciale: chi è iscritto a un fondo pensione complementare ha accesso a un mutuo casa agevolato – il capitale accumulato non si trasforma quindi in un mutuo, ma fonda il diritto di accedervi. Il tasso fisso è rimasto a lungo all'uno per cento; l'8 luglio 2025 la Giunta provinciale lo ha ridotto allo 0,70 per cento per i nuovi mutui a partire dal 1° settembre 2025. Un'offerta che in questa forma in Italia non esiste altrove. Nel 2025 risparmio casa e agevolazioni all'edilizia abitativa hanno mosso complessivamente circa 124 milioni di euro. Dal 1° gennaio 2026 si è aggiunto un mutuo provinciale agevolato e a luglio 2026 sono arrivati ulteriori fondi. Come funzionano oggi nel dettaglio questi strumenti lo spieghiamo nella nostra guida all'edilizia agevolata.
Capitolo 3Come sono saliti i prezzi
Chi vuole raccontare la storia dei prezzi altoatesini incontra presto un limite: per il periodo precedente il Duemila non esiste una serie continua e metodologicamente solida di prezzi al metro quadro. Circolano importi convertiti dalle lire, ma provengono da rilevazioni diverse con definizioni diverse. Il quadro diventa affidabile solo con i valori catastali ufficiali e i rapporti di mercato degli ultimi due decenni.
Nota metodologica
I prezzi al metro quadro dell'epoca della lira non si possono convertire seriamente in euro di oggi. Per questo rinunciamo volutamente a una lunga curva dei prezzi e partiamo da dove i dati reggono.
Quello che si può dire: l'Alto Adige ha superato la crisi finanziaria del 2008 meglio della media italiana. Mentre in gran parte del Paese i prezzi calavano per anni, qui sono rimasti stabili o hanno continuato a salire. Nelle località turistiche l'andamento è stato particolarmente netto: a Ortisei il livello dei prezzi è passato, tra il 2008 e il 2019, da circa 8.000 a circa 11.000 euro al metro quadro – oltre il 37 per cento in un decennio in cui altrove si perdeva valore.
Dopo il 2020 è arrivata l'ondata di domanda: tassi bassi, bisogno di più spazio e un forte mercato delle seconde case hanno portato le compravendite del 2022 a circa 6.017 unità abitative. La svolta sui tassi ha spinto il mercato del 2023 quasi il 16 per cento più in basso; nel 2024 la ripresa ha superato le 5.570 vendite. Un quarto di queste – circa 1.380 – nella sola città di Bolzano. Per il 2025 il Focus OMI del 5 giugno 2026 conta già 5.987 unità abitative vendute, con un più 3,7 per cento.
Unità abitative vendute in provincia di Bolzano
Le unità abitative vendute sono passate da 5.674 (2021) a 6.017 (2022), sono scese a 5.250 nel 2023 con la svolta sui tassi, sono risalite oltre 5.570 nel 2024 – circa 1.380 nella sola città di Bolzano – e hanno raggiunto 5.987 unità nel 2025 secondo l'OMI.
Valori
- 2021: 5.674
- 2022: 6.017
- 2023: 5.250
- 2024: 5.570
- 2025: 5.987
Fonte: Agenzia delle Entrate / OMI, Focus provinciale Bolzano del 5 giugno 2026 e edizioni precedenti
Sui prezzi l'andamento è stato più tranquillo che sui volumi. Anche nel 2023, anno di calo delle compravendite, i prezzi al metro quadro in Alto Adige non sono scesi: hanno continuato a salire, solo più lentamente. Per la città di Bolzano le rilevazioni degli ultimi anni indicano circa 4.736 euro al metro quadro (rapporti di mercato 2024) e 5.041 euro nella nostra analisi di mercato 2026. Accanto a questi c'è un terzo valore: l'analisi dei portali di idealista del 4 agosto 2026 indica per l'usato a Bolzano 4.901 euro al metro quadro – un dato di luglio 2026, non un dato del 2025. Le tre cifre provengono da tre rilevazioni diverse e non formano quindi una serie continua.
Città di Bolzano: prezzo medio di mercato
Il prezzo medio richiesto nella città di Bolzano era di circa 4.736 euro al metro quadro nel 2024 secondo i rapporti di mercato e di circa 5.041 euro nel 2026 secondo la nostra analisi. Il valore di 4.901 euro pubblicato da idealista il 4 agosto 2026 riguarda l'usato a luglio 2026 e non fa quindi parte di questa serie.
Valori
- 2024: 4.736 €/m²
- 2026: 5.041 €/m²
Fonte: Rapporti di mercato 2024 e analisi di mercato AVESTRA 2026 (prezzi richiesti)
Capitolo 4I prezzi di oggi: quanto costa dove
Qui vale la pena guardare dietro le cifre, perché in Alto Adige esistono due mondi di dati. Il primo sono i valori ufficiali dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate: vengono rilevati per zona catastale e servono all'amministrazione fiscale come riferimento. Nel Focus del 5 giugno 2026 l'OMI indica per l'anno 2025 una media provinciale di 3.249 euro al metro quadro e 4.258 euro per la città di Bolzano. Il secondo mondo sono i rapporti di mercato e le analisi dei portali: per il 2024 arrivavano a circa 4.450 euro di media provinciale e a 4.736 euro a Bolzano. Più di recente, l'analisi di idealista del 4 agosto 2026 misura per l'usato 4.901 euro nella città di Bolzano e 4.702 euro in provincia – il valore provinciale più alto d'Italia.
Valori catastali ufficiali e rapporti di mercato a confronto
| Indicatore | OMI (zone catastali, 2025) | Rapporti di mercato |
| Città di Bolzano, media | 4.258 €/m² | 4.736 €/m² (rapporti di mercato 2024), 4.901 €/m² (idealista, usato, luglio 2026) |
| Provincia di Bolzano, media | 3.249 €/m² | 4.450 €/m² (rapporti di mercato 2024), 4.702 €/m² (idealista, usato, luglio 2026) |
| Variazione sull'anno precedente | +3,1 % città, +4,6 % provincia (2025) | +1,2 % città, +1,4 % provincia (2024) |
| Che cosa viene misurato | fasce di valore per zona e tipologia | prezzi richiesti e prezzi di chiusura |
Entrambe le serie sono corrette: misurano cose diverse. I valori OMI sono un limite inferiore prudenziale a fini fiscali (Focus provinciale Bolzano del 5 giugno 2026, anno di riferimento 2025), i rapporti di mercato riflettono ciò che viene realmente richiesto e pagato. I valori di mercato della colonna di destra provengono da rilevazioni diverse con date diverse e non sono quindi direttamente confrontabili né tra loro né con la colonna OMI. Per la valutazione aggiornata usiamo il lato mercato; la nostra analisi 2026 indica 5.041 euro al metro quadro per la città di Bolzano.
Il divario tra OMI e rapporti di mercato – da alcune centinaia fino a oltre 1.400 euro al metro quadro a seconda del confronto – non è una contraddizione ma una differenza di metodo. Chi valuta un immobile o calcola un'imposta deve sapere quale delle due cifre sta usando.
Nel confronto nazionale Bolzano gioca ai vertici: nell'analisi di idealista del 4 agosto 2026 la città è, con 4.901 euro al metro quadro, la terza più cara d'Italia, dietro Milano (5.681 euro) e Venezia (4.938 euro). La stessa analisi indica l'Alto Adige come la provincia più cara del Paese con 4.702 euro. La classifica cambia con la rilevazione, l'ordine di grandezza no. Colpisce che si tratti di una città di poco meno di 107.000 abitanti (106.463 nel 2024, Ufficio statistica del Comune di Bolzano): i prezzi non nascono dalla dimensione, ma dalla scarsità.
Selva di Val Gardena: nelle località sciistiche delle Dolomiti i prezzi al metro quadro sono un multiplo della media provinciale – qui il mercato è guidato dalla domanda internazionale di seconde case.Fonte: Foto: Wolfgang Moroder, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
Livelli di prezzo per località e valle
| Località / area | Abitazione €/m² | Inquadramento |
| Selva di Val Gardena | 14.000–16.500 | FIAIP Monitora, dati 2025, vertice assoluto della provincia |
| Ortisei | 6.500–14.000 | salto.bz 2023 e FIAIP Monitora, dati 2025; nel 2008 erano circa 8.000 €/m² |
| Corvara e Alta Badia | 6.000–14.000 | Listino immobiliare altoatesino 2023 (nuove costruzioni), edizione a stampa |
| Castelrotto / Alpe di Siusi | circa 10.000 | FIAIP Monitora, dati 2025, posizioni panoramiche di pregio |
| Bolzano, zone top | fino a circa 9.000 | FIAIP Monitora, dati 2025, centro e nuove costruzioni |
| Bolzano, media cittadina | 4.901–5.041 | idealista (usato, luglio 2026) e analisi di mercato AVESTRA 2026 |
| Merano | 3.500–7.800 | salto.bz 2023 e FIAIP Monitora, dati 2025; Maia Alta e centro nella fascia alta |
| Brunico | fino a circa 8.000 | FIAIP Monitora, dati 2025, punte nelle zone centrali |
| Bressanone | punte in parte oltre 4.000 | Mappa dei valori ASTAT e rapporti di mercato 2024, solido centro intermedio |
| Vipiteno, Chiusa, Silandro | per lo più 2.700–4.000 | Mappa dei valori ASTAT e rapporti di mercato 2024, centri intermedi più accessibili |
Valori orientativi dalle rilevazioni indicate volta per volta; i valori superiori sono punte di singoli immobili, non medie. Con «FIAIP Monitora, dati 2025» si intende la rilevazione del Centro studi FIAIP per l'anno 2025, pubblicata il 1° aprile 2026. Per le vallate senza una rilevazione propria – ad esempio la Val Venosta o l'alta Val Pusteria – non indichiamo volutamente alcuna cifra. Le medie aggiornate al 2026 si trovano nella nostra analisi di mercato.
Prezzi di punta nelle località più care
Nelle zone di pregio il metro quadro arriva a 16.500 euro a Selva di Val Gardena, a 14.000 euro a Ortisei e Corvara, a circa 10.000 euro a Castelrotto, fino a 9.000 euro a Bolzano e fino a 8.000 euro a Brunico – le valli dolomitiche restano molto sopra la media provinciale. Si tratta di prezzi massimi di singoli immobili, non di medie.
Valori
- Selva: 16.500 €/m²
- Ortisei: 14.000 €/m²
- Corvara: 14.000 €/m²
- Castelrotto: 10.000 €/m²
- Bolzano: 9.000 €/m²
- Brunico: 8.000 €/m²
Fonte: FIAIP Monitora, dati 2025 (pubblicati il 1° aprile 2026); Corvara: Listino immobiliare altoatesino 2023
Il divario ha una ragione chiara: nelle valli dolomitiche i residenti competono con la domanda internazionale di seconde case e con il turismo per poche centinaia di immobili all'anno. A Bolzano competono con chi lavora in tutta la conca. In Val Venosta o nell'alta Val Pusteria mancano entrambe le pressioni: per questo lì gli immobili sono ancora accessibili.
Capitolo 5Accessibilità: redditi contro prezzi
L'Alto Adige è una provincia benestante. Nel 2022 il reddito lordo medio annuo dichiarato era di circa 27.230 euro secondo i dati IRPEF del Ministero dell'Economia e delle Finanze, uno dei valori più alti d'Italia; il reddito netto mediano di una famiglia è quantificato in 33.218 euro dall'elaborazione ASTAT delle dichiarazioni IRPEF del 13 dicembre 2024, riferita allo stesso anno 2022. Solo che i prezzi sono cresciuti più in fretta dei salari: nel 2020 la quota delle spese abitative sul bilancio familiare era, secondo ASTAT, di circa il 41 per cento, undici punti percentuali in più rispetto a vent'anni prima.
Quanto pesa la casa sul reddito
- 27.230 € — reddito lordo medio annuo dichiarato (2022) (Dati fiscali IRPEF del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF))
- 33.218 € — reddito netto mediano di una famiglia (2022) (ASTAT, elaborazione IRPEF del 13 dicembre 2024)
- 41 % — del bilancio familiare se ne va per l'abitare (2020) (ASTAT 2020, citato nella mozione del 15 giugno 2023)
Affitti: città di Bolzano e provincia di Bolzano a confronto
| Rilevazione e riferimento | Città di Bolzano, € per m² al mese | Provincia di Bolzano, € per m² al mese |
| ASTAT, dati 2018 | 11,18–14,72 | 7,87–11,02 di media provinciale; a Ortisei fino a 37,61 |
| ASTAT, dati 2022 | 11,38–14,82 | 8,12–11,67 negli altri comuni |
| idealista, analisi annuale 2024 | nessun dato cittadino separato | 16,50 di media, meno 10,8 per cento rispetto al 2023 |
| Immobiliare.it, agosto 2025 | 14,70 | nessun dato provinciale comparabile |
| idealista, agosto 2026 | 15,20 | 15,00 |
Ogni riga indica la propria rilevazione, perché qui convivono quattro fonti con metodi diversi: i valori ASTAT per il 2018 e il 2022 sono fasce tratte dalla raccolta di tabelle «Attività edilizia e mercato immobiliare in provincia di Bolzano» (dati 2018 citati da salto.bz il 7 febbraio 2020, dati 2022 da unsertirol24 il 16 maggio 2024). I valori dei portali misurano invece i canoni richiesti: idealista per l'anno 2024 (rainews Tagesschau, gennaio 2025), Immobiliare.it per l'agosto 2025 (unsertirol24, 30 agosto 2025) e idealista per l'agosto 2026 (analisi del 1° settembre 2026: città di Bolzano 15,20 euro, provincia di Bolzano 15,00 euro). Le righe non formano quindi una serie storica continua e non sono direttamente confrontabili tra loro.
Per i giovani questa forbice è molto concreta: un appartamento a Bolzano costa un multiplo di quello che consente un reddito annuo medio. Uno studio privato molto citato del portale Ener2crowd, pubblicato il 20 aprile 2023, ha calcolato che un lavoratore bolzanino con reddito medio dovrebbe risparmiare teoricamente 63,1 anni per un appartamento, contro i 50,3 di Milano. Il numero non descrive un comportamento reale di risparmio: illustra una proporzione.
Stima, non un dato ufficiale
Il calcolo dei 63 anni proviene da un operatore privato e si riferisce alla situazione dell'aprile 2023. A seconda delle ipotesi su reddito, superficie e capacità di risparmio, valori di questo tipo cambiano molto. Come ordine di grandezza è utile, come indicatore esatto no.
Capitolo 6Affitti brevi: la concorrenza per le abitazioni
Poche cose hanno cambiato il mercato abitativo altoatesino negli ultimi dieci anni come gli affitti brevi. Nel 2018 in provincia si contavano circa 3.165 annunci Airbnb, nel 2022 erano 8.908 (salto.bz, 27 ottobre 2023). Per il 2025 salto.bz stima circa 9.000 annunci, di cui quasi 700 nella sola Bolzano. Chi affitta un appartamento a settimana ai turisti, in una terra turistica come l'Alto Adige guadagna un multiplo della locazione a lungo termine: economicamente razionale, dal punto di vista abitativo un problema.
Annunci Airbnb in Alto Adige
Gli annunci Airbnb in Alto Adige sono passati da 3.165 (2018) a 8.908 (2022); per il 2025 se ne stimano circa 9.000, quasi 700 dei quali a Bolzano – quasi una triplicazione in sette anni.
Valori
- 2018: 3.165
- 2022: 8.908
- 2025: 9.000
Fonte: salto.bz, 27 ottobre 2023 (valori 2018 e 2022); salto.bz, 27 agosto 2025 (stima 2025)
Due criteri di conteggio
Accanto agli 8.908 annunci del 2022, la stessa rilevazione indica per dicembre 2022 il valore di 6.001 annunci attivi contemporaneamente. Entrambi sono corretti: uno conta gli annunci nell'arco dell'anno, l'altro una fotografia istantanea. Il valore per il 2025 è una stima, non un conteggio.
Complessivamente si stima che in Alto Adige oltre 20.000 abitazioni siano usate a fini turistici e che più di 6.000 di queste manchino al mercato della locazione ordinaria. Con la riforma dell'abitare del 2025 la Provincia ha limitato gli affitti brevi; dopo che Roma aveva impugnato parte delle norme, nel settembre 2025 Provincia e Stato hanno concordato una versione nettamente attenuata: è caduto l'obbligo di residenza o sede legale in provincia e il limite di otto camere ovvero cinque appartamenti per vacanze vale da allora per comune e non più per edificio. A livello statale, con la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), la presunzione di attività imprenditoriale scatta dalla terza abitazione affittata a breve termine, cioè con più di due; fino al 2025 la soglia era di più di quattro. La cedolare secca è del 21 per cento per un'abitazione scelta dal contribuente e del 26 per cento dalla seconda; dalla terza abitazione è esclusa, perché subentrano posizione IVA e contabilità. Ogni struttura necessita inoltre di un CIN.
Turismo e abitazioni
- 20.000 — abitazioni utilizzate a fini turistici in Alto Adige (stima) (Discorso di bilancio del Presidente della Provincia, Provincia autonoma di Bolzano)
- 6.000 — abitazioni sottratte al mercato della locazione (stima) (Discorso di bilancio del Presidente della Provincia, Provincia autonoma di Bolzano)
- 700 — annunci di affitto breve nella sola città di Bolzano (stima) (salto.bz, 27 agosto 2025)
Capitolo 7Le regole speciali altoatesine
Illustrazione: dal 1897 in Alto Adige è l'iscrizione nel libro fondiario a decidere di chi è un immobile – non il solo contratto.Fonte: Illustrazione realizzata con l'IA per AVESTRA Immobiliare
Convenzionamento: abitazioni per i residenti
Il convenzionamento è lo strumento più caratteristico della politica abitativa altoatesina. Introdotto con l'articolo 79 della legge provinciale 13/1997 e oggi disciplinato dall'articolo 39 della legge provinciale 9/2018, vincola le abitazioni a chi risiede in Alto Adige e vi ha il centro dei propri interessi lavorativi. Un'abitazione convenzionata non può essere usata come seconda casa né a fini turistici. Comprarla possono però tutti, anche i non residenti e le società: chi non possiede i requisiti per occuparla deve cederla in locazione ad aventi diritto al canone provinciale.
In origine il vincolo decadeva dopo vent'anni. Oggi per le nuove costruzioni è permanente, mentre per determinati immobili esistenti può ancora estinguersi dopo vent'anni. Le violazioni costano care: chi usa un'abitazione convenzionata in modo difforme paga una sanzione amministrativa commisurata a due volte e mezzo il canone provinciale. Per il mercato questo significa due mondi di prezzo separati: le abitazioni convenzionate costano sensibilmente meno di quelle libere, ma sono accessibili solo a una platea ristretta di acquirenti.
Il maso chiuso
Un maso chiuso è un'unità giuridicamente indivisibile composta da casa di abitazione, edifici rurali e terreni. Non può essere venduto a pezzi e ogni modifica richiede il consenso della commissione locale per i masi chiusi. Chi vuole costituire un nuovo maso chiuso deve dimostrare almeno circa tre ettari di vigneto o frutteto oppure sei ettari di seminativo e prato: non si tratta di una dimensione minima generale per i masi esistenti. La Ripartizione provinciale agricoltura conta circa 13.300 masi chiusi su un totale di circa 20.200 aziende agricole; il dato si basa sul censimento agricolo del 2010. Dei masi aviti, appartenenti alla stessa famiglia da almeno 200 anni, nel 2018 ne risultavano insigniti 1.166 secondo dati provinciali; il riconoscimento continua a essere conferito e un dato complessivo ufficiale più recente non è disponibile.
Il diritto del maso prevede che il bene passi a una sola persona, che liquida i fratelli al valore di reddito e non al valore di mercato. Dal punto di vista economico questo agevola il passaggio all'interno della famiglia e tiene i terreni agricoli fuori dal mercato. Chi vuole comprare un maso non compra mai semplicemente un immobile: assume un intero sistema di regole.
Il libro fondiario
Nel resto d'Italia il contratto di compravendita viene trascritto nei registri immobiliari e la proprietà nasce con il contratto. In Alto Adige nasce solo con l'iscrizione nel libro fondiario. Questa efficacia costitutiva rende la situazione proprietaria straordinariamente affidabile: ciò che è iscritto, vale. Per chi compra, l'estratto tavolare è quindi il documento più importante in assoluto: vi si leggono proprietà, ipoteche, servitù, diritti di prelazione e il vincolo di convenzionamento.
CasaClima
Nel 2002 l'Alto Adige è stata la prima provincia italiana a introdurre una propria certificazione energetica degli edifici. Dal 2005 ogni nuova costruzione doveva raggiungere almeno la classe C, dal 2011 la classe B, e dal 1° luglio 2020 valgono requisiti ancora più severi. Oggi la classe CasaClima è un fattore di prezzo concreto: tra un edificio da risanare e una CasaClima A nella stessa via ci sono spesso diverse centinaia di euro al metro quadro di differenza.
Seconde case, confini degli insediamenti, tutela degli insiemi
Nei comuni in cui la quota di seconde case supera il dieci per cento si possono di fatto autorizzare solo abitazioni convenzionate. A questo si aggiungono i confini degli insediamenti, che limitano la crescita dei centri abitati, e la tutela degli insiemi, che protegge interi contesti urbani. Questi strumenti spiegano perché in Alto Adige, nonostante la forte domanda, si costruisca così poco di nuovo – e perché gli immobili esistenti mantengano così bene il loro valore.
Capitolo 8Prospettive: dove va il mercato
Anche a fine estate 2026 il mercato si muove a piccoli passi verso l'alto, senza strappi: l'analisi dei portali di idealista per agosto 2026 indica per la provincia di Bolzano un nuovo massimo di circa 4.746 euro al metro quadro, dopo i 4.702 euro di luglio. In tutta Italia ad agosto 2026 i prezzi erano circa il 3,6 per cento sopra l'anno precedente, ma solo lo 0,1 per cento sopra il mese precedente. Le linee di fondo sono prevedibili, anche se nessuno può prevedere in modo affidabile l'andamento dei tassi.
- L'offerta resta scarsa: confini degli insediamenti, tutela del paesaggio e priorità allo sviluppo interno limitano strutturalmente le nuove costruzioni.
- La domanda resta alta: afflusso verso i centri, acquirenti internazionali nelle località turistiche e famiglie sempre più piccole spingono nella stessa direzione.
- La politica interviene di più: contributi per la prima abitazione con vincolo permanente per i residenti, regole più severe sugli affitti brevi e agevolazioni ampliate mirano a redistribuire gli alloggi.
- L'efficienza energetica divide il patrimonio: gli immobili da risanare perdono valore relativo, mentre le nuove CasaClima segnano i record di prezzo.
Questione aperta
Sull'andamento dei tassi nel 2027 non riportiamo qui previsioni, perché mancano fonti solide. La disputa sugli affitti brevi è invece chiusa: dall'intesa tra Provincia e Stato del settembre 2025 vale la versione attenuata delle regole. Se seguiranno ulteriori modifiche non è seriamente prevedibile.
Capitolo 9In sintesi: che cosa significa per te
Il mercato immobiliare altoatesino non è un mercato normale, ed è il risultato della sua storia. Superficie scarsa, un diritto del suolo proprio, una forte edilizia agevolata e un turismo che compete per gli stessi metri quadri: queste quattro forze spiegano quasi ogni anomalia di prezzo della provincia. Chi le capisce prende decisioni migliori di chi guarda solo il prezzo al metro quadro.
- Prima di ogni acquisto controlla l'estratto tavolare: è lì che si vede se esiste un vincolo.
- Verifica se un'abitazione è convenzionata: il vantaggio di prezzo comporta obblighi d'uso precisi.
- Non confrontare mai valori OMI e prezzi di mercato senza tenere conto della differenza di metodo.
- Per masi e terreni agricoli metti sempre in conto la commissione per i masi chiusi e il diritto di maso.
- Parla per tempo di agevolazioni: risparmio casa e mutuo provinciale cambiano sensibilmente il finanziamento.
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Fonti e base dati
- Agenzia delle Entrate – OMI, «Focus provinciale Bolzano 2026» (PDF), pubblicato il 5 giugno 2026, anno di riferimento 2025 — 5.987 unità abitative compravendute in provincia di Bolzano nel 2025 (più 3,7 per cento) e valori catastali 2025: 3.249 euro/m² in provincia (più 4,6 per cento), 4.258 euro/m² nella città di Bolzano (più 3,1 per cento). I valori dal 2021 al 2024 provengono dalle edizioni precedenti della stessa serie.
- idealista – analisi dei prezzi dell'usato, pubblicata il 4 agosto 2026 (dati luglio 2026) — Milano 5.681, Venezia 4.938 e Bolzano 4.901 euro/m²; provincia di Bolzano 4.702 euro/m², la più cara d'Italia.
- idealista – analisi degli affitti, pubblicata il 1° settembre 2026 (dati agosto 2026) — Città di Bolzano 15,20 euro/m² al mese, provincia di Bolzano 15,00 euro/m². Base dell'ultima riga della tabella degli affitti nel capitolo 5.
- salto.bz, 7 febbraio 2020: «Teuere Dolomiten» – raccolta di tabelle ASTAT «Attività edilizia e mercato immobiliare in provincia di Bolzano 2018» — Affitti 2018: città di Bolzano da 11,18 a 14,72 euro/m² al mese, media provinciale da 7,87 a 11,02 euro/m², Ortisei fino a 37,61 euro/m².
- unsertirol24, 16 maggio 2024: analisi della raccolta di tabelle ASTAT su edilizia e mercato immobiliare, anno di riferimento 2022 — Affitti 2022: città di Bolzano da 11,38 a 14,82 euro/m² al mese, altri comuni da 8,12 a 11,67 euro/m².
- Rai Südtirol Tagesschau, gennaio 2025: «In Südtirol sinken die Mieten» (analisi annuale idealista 2024) — Canoni richiesti nella provincia di Bolzano nel 2024: 16,5 euro/m² in media, meno 10,8 per cento rispetto al 2023.
- unsertirol24, 30 agosto 2025: «Südtirol: Mieten, Löhne, Perspektiven» (analisi di Immobiliare.it) — Canone richiesto nella città di Bolzano ad agosto 2025: 14,7 euro/m² al mese.
- Corriere dell'Economia, 6 settembre 2026: nuovo massimo in provincia di Bolzano — 4.746 euro/m² ad agosto 2026 secondo l'analisi di idealista – base delle prospettive nel capitolo 8.
- ASTAT – «Redditi delle famiglie altoatesine sulla base delle dichiarazioni IRPEF 2019–2022», pubblicato il 13 dicembre 2024 — Reddito netto mediano delle famiglie di 33.218 euro e reddito lordo medio dichiarato di circa 27.230 euro per contribuente, entrambi anno di riferimento 2022.
- Mozione «Wohnen in Not – Mieten fördern», 15 giugno 2023, con riferimento all'ASTAT — Quota delle spese abitative sul bilancio familiare pari a circa il 41 per cento nel 2020, undici punti percentuali in più in vent'anni. Citazione da un documento politico, non dalla pubblicazione originale ASTAT.
- Comune di Bolzano, Ufficio statistica: «Bolzano 2025 – La città in cifre», presentato il 24 luglio 2025 — Popolazione della città di Bolzano: 106.463 abitanti nel 2024 dopo i 106.357 del 2023; il massimo di quasi 108.000 risale agli anni dal 2018 al 2020.
- Legge provinciale 17 giugno 2025, n. 6 («Riforma Abitare 2025»), in vigore dal 20 giugno 2025 — Testo della riforma dell'abitare nel Lexbrowser; entrata in vigore e attuazione progressiva confermate dalla comunicazione di servizio della Ripartizione edilizia abitativa del 16 luglio 2025.
- Legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9 («Territorio e paesaggio»), testo aggiornato al 20 giugno 2025 — Convenzionamento (art. 39). Canone provinciale: art. 7 LP 13/1998; diritto dei masi chiusi: LP 17/2001; ulteriori basi: LP 13/1997 e LP 5/2022, tutte consultabili nello stesso Lexbrowser.
- Comunicato stampa provinciale «Bauspar-Reform bringt niedrigeren Zinssatz und mehr Flexibilität», 8 luglio 2025 — Riduzione del tasso per i nuovi mutui del risparmio casa dall'uno allo 0,70 per cento dal 1° settembre 2025.
- suedtirolnews.it, 16 settembre 2025: intesa con Roma sull'affitto di camere private — Versione attenuata delle regole sugli affitti brevi: al massimo otto camere o cinque appartamenti per vacanze per comune, caduta dell'obbligo di residenza.
- Legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) e Agenzia delle Entrate sulla cedolare secca — Presunzione di attività imprenditoriale dalla terza abitazione affittata a breve; cedolare secca al 21 per cento per la prima, al 26 per cento dalla seconda, esclusa dalla terza.
- IPES – Istituto per l'Edilizia Sociale della Provincia di Bolzano — Circa 13.000 alloggi gestiti in 112 dei 116 comuni, consultato a settembre 2026. I dati su alloggi locati e inquilini provengono da un comunicato stampa provinciale del gennaio 2021.
- Provincia autonoma di Bolzano – Ripartizione agricoltura, masi chiusi — Circa 13.300 masi chiusi su circa 20.200 aziende, in base al censimento agricolo 2010; il dato di 1.166 masi aviti proviene dalla stampa provinciale del 2018.
- Agenzia CasaClima — Introduzione della classificazione energetica nel 2002 e inasprimenti del 2005, 2011 e 2020.
- Corriere dell'Alto Adige, 1° aprile 2026: rilevazione FIAIP Monitora per l'anno 2025 — Prezzi di punta per località per l'anno 2025: Bolzano fino a 9.000, Brunico 8.000, Merano 7.800, Ortisei 14.000, Selva di Val Gardena 16.500 e Castelrotto 10.000 euro/m².
- Listino immobiliare altoatesino 2023 dell'associazione dei mediatori (edizione a stampa) — Unica fonte per la fascia da 6.000 a 14.000 euro/m² a Corvara e in Alta Badia. L'edizione non è consultabile online, perciò la riga riporta esplicitamente rilevazione e anno.
- Analisi di mercato salto.bz 2023 sulla scarsità di superficie — Ordine di grandezza del sei per cento di superficie insediabile e del 2,8 per cento già edificato. Per questi due valori non esiste una fonte ufficiale consultabile online; nel testo sono indicati come ordine di grandezza.
- salto.bz, 27 ottobre 2023: «Kurzzeitvermietung im Trend» — 3.165 annunci Airbnb nel 2018 e 8.908 nel 2022, oltre al massimo di 6.001 annunci attivi contemporaneamente a dicembre 2022.
- salto.bz, 27 agosto 2025: «Touristische Kurzzeitvermietung drosseln» — Stima di circa 9.000 annunci per il 2025, quasi 700 dei quali a Bolzano.
- Ener2crowd – confronto sull'accessibilità delle città italiane, pubblicato il 20 aprile 2023 — 63,1 anni per Bolzano contro 50,3 anni per Milano. Rilevazione privata, non è una statistica ufficiale; base del calcolo nel capitolo 5.
- Credito fotografico Selva di Val Gardena: Wolfgang Moroder, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0 — Testo della licenza della foto nel capitolo 4; la pagina di descrizione dell'immagine è linkata nella didascalia.
- Osservazione diretta del mercato AVESTRA — Compravendite e prezzi richiesti dalla nostra attività di intermediazione, dato 2026; base dei 5.041 euro/m² per la città di Bolzano nella nostra analisi di mercato.
Domande frequenti sul mercato immobiliare altoatesino
Perché gli immobili in Alto Adige sono così cari?
Solo circa il sei per cento della superficie provinciale è stabilmente insediabile e quasi la metà è già edificata. A questo si aggiungono norme urbanistiche severe, alto potere d'acquisto, afflusso verso i centri e una forte domanda di seconde case e turistica nelle valli. L'offerta quindi cresce poco, la domanda molto.
Che cos'è un'abitazione convenzionata?
Un'abitazione riservata a chi ha residenza e centro di lavoro in Alto Adige. Non può essere usata come seconda casa né a fini turistici. Comprarla possono anche i non residenti, che però devono cederla in locazione ad aventi diritto al canone provinciale. Il vincolo è stato introdotto nel 1997; per le nuove costruzioni oggi è permanente, mentre per determinati immobili esistenti può estinguersi dopo vent'anni.
Che cos'è un maso chiuso?
Un'unità giuridicamente indivisibile formata da casa, edifici rurali e terreni, che non può essere venduta a pezzi. Ogni modifica richiede il consenso della commissione locale per i masi chiusi. La Ripartizione provinciale agricoltura conta circa 13.300 masi chiusi in base al censimento agricolo 2010; nel 2018 risultavano insigniti 1.166 masi aviti.
Perché l'Alto Adige ha il libro fondiario e il resto d'Italia no?
Perché la legge austriaca del 1897 sull'impianto del libro fondiario non è stata abolita dopo il 1919. A differenza del resto d'Italia, qui la proprietà nasce solo con l'iscrizione tavolare. Questo rende la situazione proprietaria particolarmente affidabile e l'estratto tavolare il documento più importante nell'acquisto.
Dove l'Alto Adige è più caro e dove più accessibile?
Le valli dolomitiche sono le più care: a Selva di Val Gardena nelle zone di pregio si chiedono fino a 16.500 euro al metro quadro, a Ortisei e Corvara fino a 14.000 euro (FIAIP Monitora, dati 2025, rispettivamente Listino immobiliare altoatesino 2023). La città di Bolzano si colloca in media intorno ai 5.041 euro (analisi di mercato AVESTRA 2026). I più accessibili sono i centri intermedi di Vipiteno, Chiusa e Silandro, per lo più tra 2.700 e 4.000 euro al metro quadro.
Perché i dati ufficiali indicano prezzi più bassi dei rapporti di mercato?
I valori OMI dell'Agenzia delle Entrate sono fasce per zona catastale e fungono da limite inferiore prudenziale a fini fiscali – circa 4.129 euro al metro quadro a Bolzano nel 2024 e circa 4.258 euro nel 2025. I rapporti di mercato misurano invece prezzi richiesti e di chiusura e per il 2024 arrivavano a circa 4.736 euro. Entrambi i dati sono corretti: misurano cose diverse.
Quanto hanno cambiato il mercato gli affitti brevi?
Gli annunci Airbnb in Alto Adige sono passati da circa 3.165 nel 2018 a 8.908 nel 2022 e per il 2025 se ne stimano circa 9.000. Secondo le stime oltre 20.000 abitazioni sono usate a fini turistici e più di 6.000 mancano al mercato della locazione ordinaria. La Provincia ha inasprito le regole nel 2025 e, dopo l'intesa con Roma del settembre 2025, ha fissato il limite a otto camere o cinque appartamenti per vacanze per comune; a livello statale, con la legge di bilancio 2026, l'attività è considerata imprenditoriale dalla terza abitazione affittata a breve.
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